Flaminio Boni

Flaminio Boni

a cura di: Flaminio Boni
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Vita_Morte_e_Miracoli

Vita, Morte e Miracoli è un racconto emozionante che diverte e commuove, un testo originale scritto da Lorenzo Gioielli e diretto da Riccardo Scarafoni.

Riccardo Scarafoni è anche tra i protagonisti: interpreta Marco, maniaco del controllo, intelligente, sagace e sarcastico. Il suo compagno, Emanuele, Francesco Venditti, è in coma. Nella stanza d’ospedale in cui giace disteso, lo vegliano Marco con la sorella Ilaria, Veruska Rossi e il marito di lei Dario, Fabrizio Sabatucci. Ilaria ha un passato misterioso e travagliato e ha trovato un suo equilibrio grazie a Dario, uomo mite, buono e solido.

Quattro persone in una stanza; tanti segreti che li riguardano che verranno svelati e porteranno la commedia ad un finale imprevedibile.

Quattro elementi diversi a contatto: il dolore, la paura, la forza e l’amore. C’è qualcosa lì fuori che chiama ognuno di loro e al quale in qualche modo essi resistono. E’ solo necessario capire a cosa ognuno sia disposto a credere.

Vita, Morte e Miracoli è davvero un bello spettacolo, un intenso racconto in cui si ride della vita e della morte. Una commedia dolceamara gradevole, piacevolmente scorrevole, che con tono leggero e con intelligenza affronta tanti temi importanti: la famiglia, l’omosessualità, i pregiudizi, i legami, le relazioni, la fede, il tradimento per virare poi nel dramma con delicatezza, ma grande intensità emotiva.

Ottimo testo di Lorenzo Gioielli, ben scritto e strutturato, acuto, che i protagonisti fanno proprio arricchendolo, come dichiarato dallo stesso regista, di colori e sfumature, “pieno di pause e silenzi che sono il concentrato, l’essenza dello spettacolo stesso”.

Pause e silenzi affatto pesanti né stranianti, durante i quali lo spettatore cerca di dare a se stesso delle risposte.

Anche questa è la potenza del testo, unita alla efficace e capace regia di Riccardo Scarafoni: lo spettatore ascolta, rielabora e adatta al proprio vissuto ciò che viene rappresentato in scena, rispondendo a domande che sporgono naturali durante la narrazione.

Gran bella interpretazione di questi quattro attori: primo fra tutti Riccardo Scarafoni, totalmente preso dal suo personaggio, così realisticamente coinvolto da emozionare il pubblico in sala e riuscire a far scendere qualche lacrima dagli occhi di chi scrive.

Veruska Rossi è bravissima nell’oscillare continuamente dal ruolo di brava moglie e mamma attenta a quello di donna fragile che ha paura che il passato torni a farle visita, giocando anche con una ben dosata espressività.

Fabrizio Sabatucci è posato, equilibrato, ma incisivo; i suoi alterchi con Marco mantengono sempre ritmo e tempo.

Francesco Venditti è un Emanuele dolce e sensuale, fragile e premuroso. Nonostante la staticità fisica dettata dal ruolo, non è mai piatto, ma capace di far sentire la propria presenza.

Mi ha piacevolmente colpito immediatamente, ad apertura sipario, una simpatica caratteristica degli abiti di scena di Lisa Sorone: i protagonisti indossano tutti un capo di abbigliamento o un accessorio bordeaux: il camice per Ema, la camicia di Marco, la cravatta di Dario e le calze di Ilaria. Gli abiti, invece, sono tutti sui toni del marrone (bellissimo, elegante e fine quello di Marco).

Vita, Morte e Miracoli è uno spettacolo che lascia un segno, qualcosa su cui pensare; invita a non perdere tempo e a compiere quel gesto in più verso chi ci è vicino, a non lasciare le cose in sospeso e tutto questo lo fa divertendo ed emozionando.